Nascita della versione italiana di Woodstock, il nuovo romanzo di Michelle Montebello, dopo il successo di La Stazione di Quarantena. Un racconto intimo sulla magia della traduzione letteraria.
Un nuovo incontro con la voce di Michelle Montebello
C’è una magia sottile che nasce ogni volta che si traduce una storia. È quell’istante in cui la voce di un altro autore ti attraversa e tu cerchi di darle nuova vita in un’altra lingua, senza tradirne l’anima.
È esattamente ciò che ho provato lavorando a Woodstock, il nuovo romanzo di Michelle Montebello, presto in uscita in Italia.
Dopo l’esperienza con La Stazione di Quarantena, che ha conquistato tanti lettori grazie alla sua forte carica emotiva e all'accuratezza storica, sapevo già quanto la scrittura di Michelle fosse in grado di toccare corde profonde. Quando mi è stato proposto di tradurre Woodstock, ho sentito un misto di entusiasmo e gratitudine, è stato come ritrovare una voce amica, ma in una dimensione completamente nuova: quella ribelle, poetica e travolgente degli anni Sessanta.
Tradurre la musica di un’epoca
Ambientato durante l’iconico festival del 1969, Woodstock non è solo una storia d’amore: è un inno alla libertà, al cambiamento e al coraggio di essere se stessi.
Tradurlo è stato come ascoltare una musica che arriva da lontano, cercando di ricrearne il ritmo, le sfumature e il respiro in un’altra lingua.
Ogni pagina sembrava vibrare, ogni frase portava con sé una nota di quell’epoca irripetibile.
Tradurre non è solo mettere una parola al posto di un’altra, È entrare in empatia con la voce dell’autore, ascoltarne i silenzi e restituirli al lettore con verità.
Con Woodstock, ho riscoperto il senso profondo del mio lavoro: fare da ponte. Un ponte tra culture, lingue, sensibilità.
E in questo ponte c’è sempre un pizzico di me, delle mie emozioni, delle mie scelte, della mia visione del mondo.
L'arte della traduzione letteraria
Racconto spesso quanto la traduzione letteraria sia, in fondo, un atto d’amore: verso le parole, verso i lettori, verso le storie che meritano di essere ascoltate in ogni lingua.
Woodstock mi ha ricordato che tradurre significa anche farsi attraversare dal tempo, dalla musica, dai sogni di chi ha vissuto prima di noi.
Ed è proprio in quel dialogo tra passato e presente, tra autrice e traduttrice, che nasce la magia.
Un messaggio per i lettori italiani
Non vedo l’ora che i lettori italiani possano immergersi in questo romanzo e lasciarsi trasportare dal suo spirito libero, così umano e universale.
Perché, in fondo, anche l’amore — come la traduzione — è una forma di rivoluzione silenziosa.
Add comment
Comments